lunedì 9 settembre 2019

"Mister Napoleone", di Luigi Garlando (Ovvero: Sotto sotto pure io ho dei ricordi calcistici)




Questo post con sfumature calcistiche sembra un po' una ripicca alla nazionale di basket e alla sua uscita prematura dal mondiale svolto quest'anno in Cina (lungi da me fare critiche ai giocatori, al coach Meo Sacchetti e a tutto l'entourage).

Ma non lo è.

Tutta "colpa" di questo libro, Mister Napoleone (narrativa per ragazzi), scritto da Luigi Garlando, che è riuscito a catturarmi capitolo dopo capitolo. Ovviamente certi fatti sono stati inventati, ma credetemi: Mi sentivo li a Sant'Elena con l'imperatore e in compagnia di Emanuele de Las Cases e questo suo diario ricco d'aneddoti e avventure.
Cosa c'entra il gioco del calcio in questo periodo storico noto a molti? Innanzitutto la strategia, successivamente (evitando spoiler), c'è una partita. E qui, come spesso accade, mi fermo. Perché le recensioni le lascio fare a chi di dovere.






Inizio dicendo che non sono una persona che vive solo ed esclusivamente di basket.
Come per l'APU Udine, sono un tifoso dell'Udinese. Questo perché le mie radici sono qua, intrecciate tra i sassi del Tagliamento. Anche se sono un meticcio di tante regioni (Sponda Torino da parte di mia madre, quindi una buona fetta di parenti si alternano tra Toro e Juve, e una nonna materna vicentina. Il che, probabilmente per osmosi, nel 1998/1999, il Vicenza di Marcelo Otero e Pasquale Luiso godeva delle mie simpatie. Senza dimenticare i cugini di Trezzo sponda Inter).
Un mio più grande rammarico, nel corso di questi 35 anni, è non avere varie foto di determinati istanti della mia vita. Ciò che mi ha spinto a scrivere questo post è stata anche l'idea di descrivere questi momenti in maniera nitida. Sfogliando queste astratte polarodid mentali. Il tutto meditato tra una riga e l'altra di questo libro.

Il primo ricordo che ho col pallone da calcio era il classico "tango", regalato ai bambini. Mi ricordo che ci giocavo con mio nonno paterno tra i vigneti di casa mia e, alle volte, si univa anche suo fratello (mio vicino di casa). Era un periodo così innocente e spensierato, nella mia mente è tutt'ora presente il mio stupore, da bambinetto di 4 anni (credo), nel vederlo palleggiare con maestria. Un piccolo osservatore...il che mi fa capire perché molti anni dopo ho preferito i giochi manageriali rispetto a quelli giocati quali fifa o PES.
Come sua moglie, anche lui seguiva spesso lo sport in tv. A prescindere se era atletica, ciclismo o calcio (cose già più "normali" rispetto a lei che fino a qualche anno fa viveva per il wrestling, american gladiators e World strongest man: la stravaganza è di famiglia). Tutt'ora lei mi racconta di quando mio nonno Bruno si addormentava sul divano durante una partita e silenziosamente cercava di rubargli il telecomando per cambiare canale, sempre con esiti negativi in quanto vigile e attento anche nel sonno.
Crescendo, alle elementari, ero un pilastro portante in difesa durante le ricreazioni nella storica rivalità sezione A vs sezione B (la mia) nati nell'1984. Il mio idolo? Ovviamente Bruce Harper, di Holly & Benji. Ero già maldestro e goffo nei movimenti (prima di scoprire appunto la pallacanestro), ma come in tutte le cose già allora mettevo anima e cuore...mentre mia madre metteva toppe sui pantaloni viste le mie uscite difensive.
Ipotetici almanacchi sportivi della scuola elementare "A. Volta" dicono "Mirko C. : tot presenze e un gol, fatto ai rivali della sezione A". A mio dire uno dei momenti più belli di sempre, se non erro in quarta elementare. Era la classica rinascita emotiva. Citando un aforismo del libro appena letto: "la fatica necessita rispetto". Probabilmente gli ultimi due anni delle elementari eravamo tutti veramente uniti. Come una vera e propria squadra.
Nello stesso periodo giocavo anche nei "pulcini" della società del mio paese, quindi gli allenamenti un po' avevano giovato.
Mi piaceva da morire, come nella pallacanestro, l'attenzione e la cura pre-partita: I parastinchi, allacciare le scarpe e immaginarmi il più delle volte come un cavaliere pronto ad affrontare avversari. Anche se il più delle volte scaldavo la panchina: un po' perché il tesserino non l'avevo fatto nei termini stabiliti, un po' perché mentalmente ero nel mio mondo immaginario e la parte agonistica non si era ancora fatta viva in me. Di certo ricordo i viaggi in macchina, specialmente una trasferta e lacrime agli occhi dal ridere assieme a tre compagni di squadra.


Abitando in un paesino di provincia, dove le alternative per i giovani sono due: O vai al bar o giochi a calcio, verso i 13 anni durante il periodo delle medie ero il più classico degli "abile e arruolato" per le partite con gli amici. La mia Udinese, beh, parliamo di una squadra che durante il mio triennio scolastico era arrivata terza in campionato e partecipava in coppa Uefa. Per non parlare di Oliver Bierhoff, Poggi, Amoroso e dei loro traguardi individuali (per questo, c'è Wikipedia ).
Prima accennavo a delle foto istantanee mai realizzate. Se devo farne una che descrive il mio rapporto con questo sport, sicuramente gioco tutte le fiches su questo momento: Era un fine settimana qualsiasi, assieme ai soliti quattro amici si andava di straforo al campo di calcio comunale scavalcando il cancello. Durante quel tragitto in bici, preso dall'euforia imitavo le varie esultanze dei calciatori (ovviamente pedalando in modalità "freestyle": Senza mani) : tra i tanti gesti c'erano la mitraglia di Batistuta, l'aeroplanino di Montella alla Samp -ai tempi- , Delvecchio. Il tutto sorridendo, circondato dagli alberi di una strada secondaria e sulla vecchia bicicletta grigia di mia nonna.

Non avevo/ho mai nascosto questo interesse, anche se ero/sono in piena overdose di palla a spicchi. Da adolescente ero succube di videogiochi quali fifa99 e fifa 2000, seguiti da ISS pro Evolution e sul finire la serie Football manager: in tutti questi videogiochi ricordavo un degno osservatore di Gaucci ai tempi del Perugia Calcio: Mentre tutti creavano la squadra con le stelle di questo sport, io cercavo giocatori arabi e asiatici. Quando vincevo era un mix di litigi, risate ed euforia.



(Un ringraziamento speciale ad Ali Daei e i gol che mi segnava in zona Cesarini su ISS PRO)



Nel mondo della lettura devo dire che questo non è il primo libro che leggo dove il protagonista o i coprotagonisti danno calci ad una palla: in principio, nella mia libreria, è comparso "L'ultimo minuto" (Narrativa straniera), di Marcelo Bakes. Un libro che probabilmente rileggerò una volta finito i nuovi acquisti, anche perché i soldi non crescono sugli alberi.
Il secondo, più recente, si tratta di "Irregolari", di Mauro Bonvicini. Molto interessante, non solo perché l'autore è friulano come me, ma perché citando il sottotitolo, tratta di "Sottoculture di strada e di stadio tra Europa e Nord America 1870-1914". Non si smette mai d'imparare. Anche perché di quest'ultimo sono stato alla presentazione presso il Trinity Pub, locale di Udine dove, salvo impegni lavorativi, mi potete trovare di tanto in tanto tra una Guinness, risate e gli ormai "handshake" brevettati con i due proprietari (il tutto tra gli sguardi perplessi degli altri clienti, ma come avevo scritto all'inizio...nel mio caso la stravaganza è di famiglia).


Nonostante tutto ho un rapporto d'amore e odio, con questo sport. Non tanto per le rivalità anche campanilistiche, quanto per le ingiustizie e le terne arbitrali ai danni dei più deboli. Che, nella vita di tutti i giorni, spesso per chi come me non riesce a stare zitto creano problemi o posizioni parecchio scomode, anche nei confronti di chi abbiamo vicino. Insomma: Sta scrivendo uno che da bambino s'incazzava vedendo continuamente Tom perdere ai danni di Jerry. Le mie reazioni spesso esagitate sono tutte nel più classico dei preventivi.
Anche se l'onore delle piccole squadre in certi casi guadagnano sempre il mio rispetto proprio per la determinazione nonostante l'avversità subita. Citando il libro:

"(...)Nonostante la disonestà e la violenza, gli inglesi non hanno potuto impedirci di portare per due volte la palla nell'arco di trionfo. Possiamo farlo ancora, perché noi giochiamo meglio di loro e a questo gioco non vince mai il più forte, ma il più abile. Non pensate all'arbitro o al risultato, soldati, pensate solo alla coccarda che portate al petto. Giocate come se ogni pallone che vi trovate tra i piedi fosse quello che può riportarci in Francia."


Ora, citando sempre una canzone dei Bluvertigo "Non odio il calcio, ma chi ne abusa". Adesso lo seguo col contagocce. Mi limito a leggere gli articoli sul quotidiano, dalle sessioni di mercato ai risultati di campionato, evitando così incazzature inutili in una vita a volte già difficile di suo. (centrando di conseguenza le mie energie da tifoso sull'APU)


Ritornando così il ragazzino che sorrideva in bici imitando le esultanze di calciatori carismatici di altri tempi e tirava i calci ad un pallone con la stessa gioia che aveva anni prima suo nonno.

(Unico rimpianto? Non aver chiesto nel 1998 l'autografo a Ganz e nel 1999 a Gargo. Incontrati il primo per una comparsata nella mia scuola a Tolmezzo e il secondo...di fronte casa mia al bancomat. Ma quest'ultima è la leggenda, confermata poi da un mio caro amico del paese, di quella che era la mia comitiva d'amici!)




Video di repertorio: Martignacco, 25 Luglio 2014. Ex giardino di un mio caro amico & compagna.

13 commenti:

  1. ...e poi alla fin fine, come diceva Gaucci: «Male che vada va in serie B!» 😄

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    1. Con football manager mai retrocesso con l'Udinese 😊

      Avevo osservatori in tutto il mondo ma puntavo all'Asia (con qualche giocatore brasiliano) e tanto vivaio.

      E poi ovviamente...giocatori a km "quasi zero": li prendevo dall'Austria e dalla Slovenia 😂

      Sotto sotto...mi manca FM, ho giocato per anni all'edizione dove Scuffet era al Como 😊

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    2. Ottimo!! 👍🏻 Io sono sempre stato scarsissimo con FM...mi dilettavo con PC Calcio, più "light" 😄😄

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    3. Esatto, Pc Calcio era il gioco perfetto per scaricare il cervello e divertirsi..
      Football Manager sempre troppo complicato!

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    4. Eccomi ragazzi!!

      Mi sa che se noi tre ci troviamo davanti ad un bancone del bar a parlare di calcio...ci ritroveremo come Giovanni nel film "Tre uomini e una gamba": Non ce la faccio...troppi ricordi!

      Vi dirò, Pc calcio per me era l'opposto. Sarà che con FM avevo preso subito la mano. Poi per quanto sono di parte la mia ultima Udinese era imbattibile (altro che una certa signora...)

      Tutti gli ex giocatori erano dentro sia come assistenti allenatori o dirigenti. Primavera italiana con massimo tre stranieri e poi...ovviamente metodo Pozzo Senior: prelevavo giocatori validi a zonzo (ovviamente asia compresa) e poi li mandavo in prestito in B e in C. Chi meritava, dopo la gavetta e ottime prestazioni si univa in prima squadra :-D

      Udinese a parte avevo vinto tutto anche in Cina (non mi ricordo con che squadra) e ovviamente in Inghilterra col West Ham: Squadra che ha goduto delle mie simpatie dai tempi dell'esordio del fenomeno Joe Cole ;-)

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    5. West Ham ❤❤❤
      Oltretutto utilizzavo il testo di "I'm forever blowing bubbles" come testo provvisorio per provare la fonetica quando componevamo le canzoni con la band!! 😄 Che bei ricordi!

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    6. Dave suoni anche tu?? non è che le nostre sono veramente delle vite parallele? ;-)

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  2. Mamma mia che ricordo l'Arminia B.! (Ho guardato il video di Ali Daei).
    Bei tempi, quelli di Fifa '98, quando passavo il tempo a editare maglie e formazioni (sono arrivato dal campionato 1997-98 a quello 2001-02, quindi Fifa ha retto per cinque anni abbondanti!!).
    Anche io amo i ricordi della partite scolastiche anche se spesso ero a bordo campo.
    Per quel che riguarda la passione: lasciati ri-coinvolgere in maniera graduale.
    Vero, i torti arbitrali tolgono sapore al gioco anche perché sono sempre indirizzati verso i potenti.
    Ma tu hai l'età e la maturità giusta per goderti il meglio e scartare il peggio.

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  3. Non siamo poi così diversi: Il mio fifa 2000 era arrivato penso fino al 2004 credo, gli amici mi detestavano quando passavano da me per una partita a Fifa: "Fermi tutti: Devo aggiornare!!" "...Che palle, Mirko!!" :-D

    Apprezzo queste tue parole e le ritengo come una calda pacca sulla spalla. Forse l'età e la maturità attuale mi fanno capire che giocatori carismatici come quelli di un tempo non ce ne sono più, mentre molti di adesso sono sopravvalutati (Un Icardi negli anni 90 poteva fare benissimo il panchinaro dell'Udinese dietro a Bierhoff, Amoroso e Poggi) (Seduto ovviamente al fianco di Hazem Emam). Ovviamente queste sono solo mie impressioni... ma è tutto troppo cambiato.

    La cosa bella di quando giocavo a FM era che dopo un po' i giocatori erano inventati e li non c'era gente sopravvalutata o meno. Dovevi avere intuito e lasciarti andare con lo spirito :-D

    Mai dire mai ;-)

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  4. A proposito di "manageriali" : qualcuno di voi conosce/ha mai provato «Soccer Manager»?? Mi ci sono imbattuto ed ero curioso di conoscere un eventuale parere....

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    1. Onestamente non l'ho mai sentito, diciamo che ho disinstallato da poco FM 2015/2016 in vista per il freddo inverno di un possibile giochino come passatempo.

      Chissà, quasi quasi lo scarico e poi ti saprò a dire, nonostante la mia dipendenza da questa tipologia di giochi ;)

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    2. Oddio questi manageriali new wave non mi piacciono proprio :D

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