lunedì 16 marzo 2020

"Scoprendo Forrester", di Gus Van Sant







Il blog "compie" un anno. Ricorrenza perfetta per dedicare un post a questo film del 2000 e come spesso tendo a fare parlare un po' di me, farmi conoscere. Di come riesco a immedesimarmi, specie se i protagonisti hanno qualche caratteristica o interesse in comune col sottoscritto. Praticamente ..."Scoprendo Miroslav".
Senza esitare, citando Sean Connery/William Forrester nel film:

"...Batti su quei tasti, per la miseria!!"


La trama di questo film s'ispira alla storia di J.D. Salinger e a John Kennedy Toole, due noti scrittori riservati. Nel nostro caso i protagonisti sono il giovane Jamal Wallace, lettore e scrittore con la passione per la pallacanestro e William Forrester, scrittore con origini scozzesi e  vincitore del premio Pulitzer per aver scritto il libro "Avalong Landing".
Il binomio "basket/scuola" è stato uno dei motivi per cui mi son sentito preso in causa fin dai primi minuti. Parafrasando un dialogo delle prime scene del film tra l'insegnante e la madre:

Insegnante: "Jamal fa lo stretto necessario per passare, per non distinguersi dai suoi amici e arrivare a malapena alla sufficienza. Questi, però, sono i suoi risultati nei temi"
Madre: "E' sempre che legge libri o scrive su quei quadernetti, ma a casa parla solo di pallacanestro".
Insegnante:"Quello è il suo modo per farsi accettare. Ai suoi amici non interessa quello che lui è capace di scrivere".

Questo dialogo forse è stato il primo motivo per cui ho sempre adorato questo film tanto da metterlo di diritto tra i miei preferiti. Non al primo posto, ma neanche all'ultimo.
Mia madre lo sa. Questa frase l'ha sentita probabilmente troppe volte dai pochi insegnanti che sapevano realmente come prendermi (testimone questo post), e cito una battuta del film: "Ricordati una cosa: Gli insegnanti amaramente delusi possono essere o molto utili o molto pericolosi". Con questo non voglio offendere quei pochi professori che mi sono stati d'aiuto nella vita, tutt'altro. Nel mio caso, senza nominarli, ho ancora presente le lezioni di chi ci metteva anima e cuore per coinvolgere veramente gli studenti e chi, invece, alzava le spalle perché...tanto era li per arrotondare la paga da ingegnere. Con dei modi così viscidi degni di un Renziano pronto a fotterti quando meno te l'aspetti.

Il fatto che il giovane Jamal Wallace ha buona memoria è una simpatica similitudine. Va detto che la mia è stata definita con ironia (E senza offesa) da alcune persone "memoria autistica": Ricordo vecchi numeri di telefono, avvenimenti anche inutili della mia vita ormai passati e...no. Non so finire le citzioni degli auori come lui nello scambio di battute con l'insegnante, ma inspiegabilmente so il 90% delle volte ritrovare la pagina esatta dove si trovano. Poi ovviamente se non ricordo la citazione tendo a parafrasarla, mica sono Robocop, progetto di organismo cibernetico. Mi avvicino di più al maldestro Ropopap/Fenton Paperconchiglia dei Ducktales. (Incantesimo!).

L'unica differenza tra me e il protagonista (e ne sono più che certo) è che non palleggiavo per casa, altrimenti le prendevo.


Complice una scommessa tra amici al campetto finita male, ovvero quella di entrare di straforo nella casa del vecchio "Finestra", chiamato così perché era sempre segregato in casa e li osservava giocare dall'alto del suo appartamento, Jamal fa la conoscenza del burbero, almeno inizialmente, William Forrester. Pur non sapendo ancora la vera identità.
La passione per la lettura e la scrittura fa nascere una splendida amicizia tra i due protagonisti. Con lo scrittore vincitore del Pulitzer che, armato di pazienza, insegna a scrivere al giovane aspirante.
Anche le caratteristiche di William Forrester le sento molto intime, personali se vogliamo. Da come la vedo io prendono due direzioni:

La mia, dove mi riconosco nel personaggio interpretato da Connery nell'amare sia la lettura, ma soprattutto la riservatezza, nel privato e in questo blog, dove non elemosino condivisioni o visualizzazioni ma lo faccio per il puro piacere della scrittura. Poi, se piace o non piace tendo a fare spallucce. D'altronde lo dice anche William al giovane Jamal: " Perché le parole che scriviamo per noi stessi sono sempre molto migliori di quelle che scriviamo per gli altri?".

Per non parlare della stesura dei miei post: Questo ce l'avevo in mente da troppo tempo e aspettava solo di essere scritto. Involontariamente uso spesso una regola, un consiglio ben spiegato nel film: "la prima stesura la devi buttare giù col cuore, poi la riscrivi con la testa. Il concetto chiave dello scrivere è scrivere, non è pensare".
Se si va a rovistare nei vari quadernetti o moleskine non si trovano le bozze dei rispettivi post. Solo aforismi, frasi e dialoghi presi da libri che sto leggendo o film che ho visto. Da li poi prendo il via sulle tastiere senza fermarmi. Da una parte mi spiace, perché il lato nostalgico che è in me ha sempre amato scrivere su carta. Ma la stesura di un post la trovo molto più spontanea qui, sui tasti di questo vecchio portatile fatto su con lo scotch.

Prima di questo maledetto COVID-19 passavo già giornate rinchiuso in casa a leggere o scrivere, proprio come "Finestra". Isolamento che occasionalmente mi porta a trasformarmi nel classico orso non tanto in letargo, ma a volte burbero nelle risposte. Ciò non toglie che non sono un vero e proprio eremita. Come dice "William" <<chi ti dice che non esco mai di casa?>>.
Altra similitudine che mi ha fatto sorridere (e che, detto senza imbarazzo, fa ridere di gusto a chi riceve messaggi whatsapp dove scrivo "Guardo uccelli fuori dalla finestra" -lo so...battuta triste- è proprio quel birdwatching casalingo. Non è un mistero questo mio hobby (vedere per credere). Divertente di come in sincronia effettuiamo le stesse mosse, pari pari: Mi affaccio alla finestra col binocolo, stupefatto recupero la microcamera e la posiziono di nascosto in giardino e poi gongolo contento della visione a prescindere se la registrazione è andata a buon fine o no: "Va' che roba, uno stormo di verdoni!".
O, nel suo caso, ancora più esplicito con la telecamera in mano che dice "vieni...dai...più vicino...più vicino!", il tutto con Jamal che lo guarda in maniera perplessa e lui che risponde contento "Era un Cardellino del Connecticut!". Tanta invidia per lui, anche perché i cardellini ultimamente si posano nel mio giardino, ma come i verdoni sono i miei due punti d'arrivo per i prossimi video e devo armarmi di molta perseveranza per riuscire a riprenderli. Stesso discorso per i fringuelli.
Il lato positivo di questo periodo generale d'isolamento è che, abitando ai piedi delle montagne, di prima mattina tra i rumori della natura si sente quello del picchio, che da il buongiorno alle persone mattiniere martellando con il suo becco  per lasciare la sua "firma" della specie, per comunicare e attirare un partner (e, ad essere precisi, la scelta cade su materiali ad alta risonanza).


C'è anche la visione 2.0 di William Forrester. Ovvero la proiezione di mio padre in questo personaggio:
A tratti socievole e burbero, amante della lettura e della Cultura con la c maiuscola (Musica classica, storia antica, racconti di Isaac Asimov, vari generi musicali, arte e via dicendo). Tanto che quando mi sente dire quella parola mi rimprovera giustamente: C'è Cultura e cultura.
Il talento di mio padre però è sempre stato si artistico, ma applicato alle foto e ai disegni su tela. Lui stesso, come William per Jamal, mi ha spinto lo scorso anno ad aprire questo blog proprio perché "ho la sensibilità giusta per farlo", come tendo spesso a ripetere.
Il che mi fa sempre pensare a quando Jamal, in un primo momento quando recupera lo zaino dimenticato a casa di "Finestra" dopo il primo incontro, si ritrova tutti i quaderni con i vari testi da lui corretti in rosso e commentati: "Passaggio fantastico!" "Dove mi vuoi portare?" e via dicendo. Non ho mai fatto leggere i vecchi quadernetti a nessuno, a casa. Anche perché li tengo segretamente nascosti. In quel periodo poi ero come George McFly prima dell'arrivo dal futuro di Marty.

 
George: "No no no...io non faccio mai leggere a nessuno le mie storie"
Marty: "...e perché no?"

Questo, ovviamente, mi fa pensare che in qualche modo era riuscito a leggere i miei appunti sparpagliati sui vari quaderni (e il nascondiglio precedente non era poi così sicuro). Di conseguenza deve aver visto in me qualcosa di positivo, il che mi fa incredibilmente piacere.


Tra i personaggi del film che voglio menzionare, come attore non protagonista c'è il rapper Busta Rhymes che interpreta Terrell Wallace, il fratello di Jamal. Fa il parcheggiatore e sogna di sfondare come rapper.
Perché merita una menzione? Perché è un genere che mi piace e che ha influito molto sulla mia tipologia di scrittura (per esempio le varie citazioni prese qua e la, come nelle canzoni, e fare di essi un paragone o associarle a momenti della mia vita). Nel lontano 1996/1997 per quanto mi fa ridere (e per quanto ero un bambinetto di 12 anni), ero uno dei primi -se non il primo- ad ascoltare anche questo genere musicale in un paese dove è risaputo che le radici sono tutte salde sul rock.
Galeotto fu il vinile trovato a casa, dei miei amati Beastie Boys su un lato e LL Cool J dall'altro, ovviamente un vinile non ufficiale, un bootleg. Da li è nato tutto. Specie la mia ammirazione per il produttore Rick Rubin e di quanto è versatile nel mondo della musica.
La prosa di questo genere, specie nel freestyle, mi ha sempre catturato e coinvolto. Poesia pura. L'ho imparato grazie a Saul Williams (attore, rapper e poeta) nel film indipendente del 1998 "Slam". E a proposito di poesie, da lettore quale sono, vi consiglio di andare a dare una letta al libro "Tà Marziaká", di Sara Condizi.
Oltretutto saranno tre o quattro giorni di fila che per caricarmi al mattino, oltre al caffè, ascolto "Veleno 7" di Gemitaiz Feat. Madman.


C'è una scena chiave del film dove il binomio "studio e pallacanestro" s'incontrano, assieme a molte decisioni da prendere. Circondato da detrattori e stimatori. Non voglio fare spoiler per rovinare il film a chi, magari, non l'ha mai visto. Dico solo che QUELLA decisione va pari passo con il mio stile di vita, non solo da ex-studente. Per scoprire di cosa sto parlando...vi consiglio di vedere il film.


Anche perché mi sono messo un bel po' a nudo, in questo post, e citando Sean Connery "Tu dovresti imparare la virtù della riservatezza"...

...o almeno rispolverarla.
















2 commenti:

  1. Un grande film, abbastanza sottovalutato: ottimi attori, ottimi insegnamenti, ottimi dialoghi! Sean Connery ci mette molto anche di se stesso, diciamo che è un'ottima chiusura di carriera

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  2. Deve essere un bel film che lascia qualcosa dentro di sé..e anche un insegnamento..
    Lo aggiungerò alla mia lista dei film da guardare nel tempo libero.😉
    Dai grandi valori🦋Ottima scrittura e rielaborazione personale!!
    Potrebbe essere un buon motivo per distrarsi in tutta questa catastrofe e visto che dobbiamo stare in casa, meglio investire bene il nostro tempo!💖Buona giornata a tutti🌸🌼

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